Analisi Multispettrale “ Chiesa La Madonna delle Vigne – Lucedio “ foto scattate da Legend Investigations Group

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Analisi Multispettrali su Immagini “ Chiesa La Madonna delle Vigne – Lucedio “

Technical Data and Metadata Report :
Test studio : su immagine piana
Del : 13/01/2018 – h. 16:04
Foto scatto effettuato da : William Facchinetti Kerdudo
Fotocamera utilizzata : SONY DSC-HX5V
Risoluzione : 2736 x 3648 Px ( 10 Mp )
Flash : did not fire compulsory flash mode
Focal Lens : 4,5 mm – diafram F 3,5
Exposure Time : 1/30” – sensibility ISO : 125 / 22°
GPS date : leggibile da tabella prima test per ogni foto
Soggetto : Ambiente Archeologico
Analisi Multispettrale : Mauro Radicchi
e-mail : multidimension.research@gmail.com
Software utilizzato : MSPgeo – SYS °

Il sito archeologico dove effettuato il sopralluogo ai fini di studio dal gruppo Legend Investigations, “ Chiesa della Madonna delle Vigne “ Lucedio, forse meglio conosciuto come il luogo dove è possibile osservare il famoso “ Spartito del Diavolo “.

                                               Un po di storia riguardo lo spartito

Un’ipotesi sufficientemente plausibile si potrebbe riassumere in questi otto punti:

1. La chiesa della Madonna delle Vigne, per ragioni di spazio o per motivi di carattere economico, non poteva disporre di un organo a canne vero e proprio, di adeguate dimensioni. Nei pressi dell’altare non c’e posto, sulle pareti laterali libere neppure, anche perché ci sono delle finestre. Rimaneva libera solo l’ampia parete appena dopo la porta d’ingresso…

2. Lì qualcuno raffigurò, o fece raffigurare, un grande organo a canne e, sotto riportò lo spartito le cui note sarebbero state suonate da un piccolo organo meccanico, a rullo o a disco perforato. Si consideri che tali organi, ideati da Giovanni Barbieri nei primissimi anni del XVIII secolo, 1702 per l’esattezza – la chiesa è del 1696 con succesive modifiche… – occupavano poco spazio e venivano azionati a manovella…

3. La manovella di solito girava in senso orario poiché un apposito “fermo” metallico ne impediva l’involontaria rotazione antioraria. Ma il “fermo” avrebbe potuto essere rimosso a volontà dell’operatore…

1. Così si poteva suonare la musica anche al contrario se la struttura meccanica del piccolo organo lo consentiva…

2. A parere di chi scrive, dunque, la “manovella” visibile alla destra dello “Spartito del Diavolo” rappresenterebbe proprio quella che avrebbe azionato il piccolo organo meccanico presente nella chiesa. La possibilità di ascoltare la musica dalla fine all’inizio era possibile girando in senso antiorario la “manovella” stessa.

3. Lo “Spartito del Diavolo”, nell’affresco, inizia con un pentagramma vuoto e le note compaiono solo dal secondo al quarto pentagramma. Perché? Forse ciò vorrebbe proprio significare che le righe vuote sono la “fine” e non l’inizio della musica suonata dall’organo? Se così fosse la musica sarebbe dissonante, non armonica, quasi “diabolica”…

1. Da tutto ciò, insieme alle vicende accadute nel 1784 con la “secolarizzazione” della vicinissima (due chilometri soltanto) Abbazia di Lucedio, potrebbe aver dato vita alla leggenda in base a cui suonando in un senso o nell’altro le note raffigurate nel piccolo spartito – perché raffigurarlo di dimensioni così ridotte, quasi invisibile dal pavimento? – si sarebbe “esorcizzato” il dèmone o i dèmoni che avevano causato la “sconsacrazione” dell’Abbazia e, forse, del vicinissimo cimitero di Darola…

2. Le vicende storiche, analizzate diversamente, farebbero invece pensare che la “secolarizzazione”, la riduzione allo stato laicale dei monaci, il loro trasferimento, fossero in realtà imputabili più allo “sterco del Demonio” – il danaro accumulato con lo sfruttamento dei terreni circostanti – che al “Demonio” vero e proprio. Magari unito a qualche dimenticanza” del “voto di castità”…

Il test viene effettuato su quattro scatti da fotocamera Ultravioletto : DSC01144 – DSC01147 – DSC01149 – DSC01150. Eventi emersi in sequenza :

DSC01144sospetta proiezione dal pavimento ormai ridotto a terriccio misto calcinaccio fronte altare . Effettuato ritaglio dell’area, gia nel primo filtraggio è possibile osservare un perfetto volto di persona anziana, forse dormiente o defunto, si può notare un probabile taglio che attraversa la fronte da destra passando sull’occhio sinistro, potrebbe trattarsi di un religioso custode della chiesa morto in quell’area per motivi sconosciuti ?. [ da pag. 7 a pag 14 ].

Svolgimento del testAnalisi Multispettrali su Immagini “ Chiesa La Madonna delle Vigne – Lucedio “

DSC01147sulla sinistra ( osservando la foto ) emerge immediata sagoma di un cagnolino seduto che nel percorso del test appare con dettagli molto ben definiti. [ da pag. 15 a pag. 23 ]

DSC01149nel buio della grata del portone sotto al dipinto dell’organo a canne, si osserva una forma apparentemente dai tratti umani, nel corso del test si conferma il dettaglio umano, ma deformato e con probabili segni si ferite forse derivati da torture o probabile dovuti a malformazioni genetiche. Nella colonna quadra sul lato sinistro osservando la foto, emerge un triplice avento:

1 – leggermente pià in alto sul lato sinistro una figura di probabile appartenenza a uomo di culto

2 – piu in basso una testa e parte di corpo di probabile cucciolo di cane nelle braccia di una figura femminile in abiti regali, [ da pag. 25 a pag. 40 ]

DSC01150 – in questo è notevole l’apparente proiezione sulla colonna di destra ( retro dell’altare ). Il soggetto dai tratti umani a tre quarti, testa-corpo-gambe fin sopra il ginocchio, sembra trattarsi di un soggetto ambiguo, forse doppia personalità che è possibile osservare con la proiezione virtuale di luce in due differenti proiezioni come riferimento punti cardinali Nord – Ovest e Est . Il soggetto si presenta con :

1 – capigliatura con acconciatura a mio avviso bisex ( nelle ultime immagini finali )

2 – testa girata di tre quarti verso l’esterno

3 – corpo posizionato correttamente verso il fronte lato sinistro osservando la foto

4 – asta o bastone o non ben definito tenuto dalla mano destra ( visibile )

5 – mezzo abito, forse gonna o similare sfrangiata nella parte bassa mentre il resto del busto /spalle sembra apparentemente nudo ( si osserva muscolatura su schiena ) [ da pag. 42 a pag. 48 ]

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